GREST 2020 SPECIAL EDITION – BACHECA

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BENVENUTO DON BOGUS

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Anche se è già con noi da alcuni giorni, vogliamo accogliere con un gesto affettuoso e solenne don Bogumil (Bogus) che significa “dono da Dio”. E’ così che lo accogliamo nella nostra comunità: il prossimo sabato 24 settembre, alla Messa delle ore 18.30, alla quale invitiamo tutti i ragazzi delle medie, i giovani e gli scout. Poi, Domenica 25 settembre don Bogus darà un saluto nelle altre Messe e incontrerà anche la comunità di s. Marco alla Messa delle ore 10.45.

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CIAO E GRAZIE DON DAVIDE

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Guardando insieme il calendario delle prossime settimane abbiamo predisposto, per il primo e il due ottobre, l’occasione per salutare don Davide che celebrerà la Messa di sabato 1 ottobre alle ore 18.30, a s. Nicolò, alla quale invitiamo in modo particolare i ragazzi delle medie, i giovani delle superiori, gli scout. Domenica 2 ottobre celebrerà l’Eucaristia alle ore 8.00 (a s. Nicolò) e alle ore 10.45 (a s. Marco). Don Davide non si trasferirà subito nella nuova parrocchia dove è stato destinato perché c’è la necessita di preparare il suo nuovo alloggio, per cui avrà l’occasione di celebrare ancora la Messa a s. Nicolò e a s. Marco e salutare tutti. Da più parti ci viene richiesto di preparare un segno di riconoscenza per don Davide. Questo ci pare bello e ci pare opportuno raccogliere un dono in denaro che lui potrà usare secondo le sue necessità e la sua sensibilità. Sabato 1 ottobre e domenica 2 ottobre raccoglieremo questo dono da parte di chi desidera esprimergli il proprio affetto e la propria riconoscenza. Invitiamo a metterlo in una busta chiusa, scrivendoci sopra: “Per don Davide” e magari aggiungendo anche un piccolo saluto.

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L CENTROCAMPISTA

Il centrocampista ha un compito delicato, durante una partita di calcio, è tra la difesa e l’attacco, deve inventare e coordinare il gioco e fare in modo che la squadra segni qualche goal e possa così vincere. Ma al di sopra di tutti c’è però il mister che decide l’assetto della squadra. Di solito viene criticato quando decide di cambiare qualche giocatore durante la partita, soprattutto quando questa sta andando bene e sta vincendo.

Chi mi sta leggendo forse si stupisce che don Gino, notoriamente poco appassionato di calcio, possa scrivere questo appunto strano. Ma basta metterci qualche nome conosciuto e forse si capisce tutto. Il nostro bravissimo centrocampista, in questi due anni, è don Davide; il mister si chiama: Patriarca Francesco Mora-glia, la partita che sta andando bene è l’impegno pastorale nella nostra parrocchia. Nonostante tutto funzioni bene, lui ha deciso di cambiare il centrocampista e di la-sciare un vecchio difensore a guardia della porta.

Ci dispiace di questa decisione, dispiacerà di sicuro a tanti, e alla squadra che, con don Davide, ha giocato vera-mente bene in questi due anni. Ma è il mister (il Patriarca) che ha la visione di tutta la squadra e del campionato. Non resta che accettare questo cambiamento e punta-re decisamente a due cose: primo accettare il nuovo centrocampista: don Bogumil (Bogus per gli amici) Wasiewicz, 29 anni, appena ordinato prete, nativo di Varsavia (Polonia), ma accolto nel nostro Seminario di Venezia dove ha percorso tutto l’itinerario verso il Sacerdozio e ordinato prete a giugno per la nostra chiesa di Venezia. Giovane, ma pieno di vita e di entusiasmo, che giocherà una partita importante e bella per la nostra comunità.

Seconda cosa importante: che la squadra tenga e rimanga unita anche con il cambio del centrocampista. Sarà il modo più bello per valorizzare quanto don Davide ha testimoniato e insegnato in questi due anni. Il cambio non è immediato, deve prima terminare la partita, per cui don Davide completerà il programma che lo vedrà impegnato nel campo scuola a s. Vito con i ragazzi delle medie e il campo scuola a Roma per vivere una bella esperienza di fede con i giovani più grandi. Poi troveremo un momento per dargli il nostro saluto e ringraziarlo di tante cose belle che ha condiviso con noi, per la testimonianza limpida e convinta della sua fede, per i legami di amicizia intessuti durante questi due anni, che speravamo potessero continuare ancora un poco. Il Patriarca ora lo chiama a donare la gioia del suo sacerdozio nella parrocchia di s. Giovanni Evangelista a Mestre, lì dove è cresciuto e dove è maturata la sua vocazione al Sacerdozio.

Chiedo scusa a don Davide se ho usato l’immagine della partita di calcio per annunciare la sua partenza da noi, ma l’ho visto tante volte condividere la gioia di una partita con i nostri giovani! In futuro ci sarà qualche altra occasione per qualche altra partita, per mantenere vivi i legami d’amicizia che sono maturati in questi anni.

ORARIO ESTIVO S. MESSE

NUOVO ORARIO ESTIVO S. MESSE

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Grest 2022

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Benson
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Definito da Papa Francesco un romanzo capace di aver “visto quello spirito della mondanità che ci porta all’apostasia” nel contesto della condanna del “pensiero unico” che discende dalle lusinghe della mondanità.

Il padrone del mondo racconta un futuro globalizzato e tecnologico e l’ascesa al potere di un grande filantropo, fautore della pace, che realizza un ideale che annulla le differenze e predica la tolleranza universale. Tutto è ammesso da questo grande democratico, tranne la Chiesa, che deve invece essere annientata.

Il capolavoro di Benson si presenta ai lettori di oggi in una nuova traduzione più moderna e graffiante, con una lingua più consona ai tempi e alla sua carica visionaria che lo rende uno dei più straordinari esempi di distopia mai scritti.

Link del libro

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PREMIAZIONE PRESEPI

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Ringraziamo i ragazzi di 5^ elementare e le loro famiglie per i bellissimi presepi preparati con gusto e fantasia in occasione del Natale e li invitiamo tutti alla Messa delle 9.30 (a s. Nicolò) e alle 10.45 (a s. Marco) di Domenica 16 gennaio, per condividere un piccolo momento di festa con la “premiazione” dei migliori.

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I diversi contributi raccolti in questo piccolo libro, nati in occasioni diverse, si propongono lo scopo di «risvegliare quella capacità visiva interiore alla quale si dischiude la verità del Natale», quando si manifesta a noi «la bontà di Dio, salvatore nostro» (Tt 3,4).

«Il Natale è la festa più umana della fede, perché ci fa percepire nella maniera più profonda l’umanità di Dio. In nessun’altra parte diventa percepibile come nel presepio che cosa significa il fatto che Dio ha voluto essere ‘Emmanuele’, un ‘Dio con noi’, un Dio con cui abbiamo confidenza, perché ci viene incontro come un bambino. Pertanto il Natale è anche in modo particolare una festa che ci invita a meditare e a riflettere interiormente sulla Parola».

Joseph Ratzinger

Link del libro

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FESTA DI SAN NICOLO’

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LUNEDI’ 6 DICEMBRE
FESTA DI S. NICOLO’

Per festeggiarlo celebriamo l’Eucaristia a s. Nicolò alle ore 10.30 e 20.00 (con una celebrazione solenne per tutta la comunità) durante la quale raccogliamo un dono da mettere nel grande sacco (materiale scolastico: quaderni – quandernoni – penne – colori – pennarelli. E’ anche possibile donare qualcosa per affrontare il freddo: guanti – berretti di lana – sciarpe, purchè nuovi. Non raccogliamo nessun tipo di giocattolo) che affideremo a s. Nicolò perché lo porti per Natale ai nostri amici rumeni di Oceleni e Roman. Suor Amabilis conta molto su questi doni perché la povertà delle famiglie di questi villaggi si fa sentire più che da noi a causa del Covid.

BENEDIZIONE DEI BAMBINI

L’appuntamento è alle ore 15.30 per i bambini da 0 a 5 anni, per invocare su di loro la benedizione di s. Nicolò. Invitiamo i genitori e i nonni a portarli nella nostra chiesa e a fa festa tutti insieme.

IL DOLCE E IL MERCATINO DI S. NICOLO’

Non mancherà anche il DOLCE S. NICOLO’ che ormai è diventato una tradizione, da gustare in famiglia e da donare agli amici. Da sabato 4 dicembre è presente anche il MERCATINO gestito dalla Caritas parrocchiale. Il ricavato è per i poveri.

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IL CATECHISMO IN PARROCCHIA

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E’ iniziato il catechismo come esperienza per accompagnare i bambini, i ragazzi, i giovani e le famiglie all’incontro personale con Cristo, nella Comunità cristiana. Per quanti si riconoscono in questo progetto, abbiamo predisposto alcune indicazioni concrete:

  • L’Eucaristia della Domenica rimane il punto cardine di questa proposta: al Sabato sera (ore 17.30 a
    s. Marco e 18.30 a s. Nicolò); la Domenica (alle ore 9.30 a s. Nicolò e 10.45 a s. Marco)
  • La 3^ elementare: L’incontro per i gruppi di s. Nicolò e di s. Marco è fissato il SABATO ore
    10.45 – 11.45 in Patronato s. Nicolò.
  • La 4^ elementare: ha l’incontro di catechismo a s. Nicolò il SABATO dalle ore 9.30 alle 10.30 – A
    s. Marco: la DOMENICA ore 9.30 – 10.30, segue poi la celebrazione dell’Eucaristia alle ore 10.45.
  • Per la 5^ elementare: per i gruppi di s. Nicolò il SABATO dalle 9.30 alle 10.30 presso il Patronato
    di Mira Porte. Per il gruppo di s. Marco: DOMENICA dalle 9.30 alle 10.30, segue poi la celebrazione
    dell’Eucaristia alle 10.45.

Rimangono in vigore anche quest’anno le indicazioni per il tempo di pandemia: igienizzazioni delle mani – mascherina – distanziamento – sottoscrizione del “Patto” tra genitori e parrocchia. I genitori sono tenuti a misurare la temperatura dei figli e ad escludere la presenza al catechismo per chi avesse sintomi di malessere.

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Quest’anno noi giovani di 4° e 5° superiore abbiamo accolto con gioia la proposta di don Davide e degli animatori più grandi di fare anche quest’anno un campo scuola, seppur sempre a San Vito, come l’anno scorso, e non in un posto diverso a causa della pandemia.

Come evidenziato dalla prima attività svolta, tutti noi ragazzi eravamo in trepidante attesa per questa settimana, e nonostante sapessimo che non era un normale campo in cui i giochi erano il centro delle giornate, come invece accade nei campi scuola per i ragazzini delle medie, i momenti di divertimento, felicità e condivisione non sono mancati, ma anzi sono quelli che hanno riempito le nostre giornate tra un’attività e l’altra. Quest’ultime erano incentrate sul tema “Tu chi stai seguendo?”: già il primo giorno dopo l’arrivo abbiamo ascoltato una bellissima testimonianza di una coppia di Caorle, la quale ci ha fatto capire come il seguire veramente Cristo, sia l’unica strada che ci permette di vivere appieno la nostra esistenza. Infatti abbiamo capito come una vita senza di Lui sia vuota e superficiale, mentre col Signore, seppur rinunciando a qualcosa, possiamo gustarci la vita cento volte tanto, nelle relazioni con gli altri e anche nelle nostre piccole esperienze quotidiane, “Gesù gli rispose: «In verità vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi a causa mia e a causa del vangelo, che non riceva già al presente cento volte tanto […]»” (Mc 10,29-30).

La seconda attività proposta era un video di don Alberto Ravagnani nel quale egli spiegava cosa fosse veramente la felicità e come lui provasse nelle sue giornate a vivere felicemente. Don Alberto ha spiegato che l’essenza della felicità sta nel rendere la propria vita feconda nell’aiutare gli altri; infatti, felicità deriva dal termine latino felix che significa “fertile”. L’ultima catechesi era il “deserto”, un momento di riflessione personale in cui abbiamo ripercorso tutte le attività precedenti e abbiamo provato a rispondere alla fatidica domanda “Tu, nella tua vita, chi stai seguendo?”. In questo campo anche il tempo per le passeggiate non è mancato, la prima è stata martedì, e siamo partiti da Borca di Cadore per arrivare fino al rifugio Venezia proprio sotto il monte Pelmo, mentre per la seconda, il giorno dopo, siamo partiti da passo Falzarego per arrivare in cima al monte Nuvolau, a 2575 mslm. Anche il tempo ci ha assistito, concedendoci delle belle giornate e delle viste meravigliose delle Dolomiti. Alla fine dei conti questa settimana ci ha permesso non solo di indagare a fondo dentro di noi, ma anche di divertirci e fare delle esperienze stupende… insomma abbiamo passato un campo “sempre al top”.

(I giovani di 4° e 5° superiore)

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Proponiamo una testimonianza dal primo campo-scuola che si è svolto a s. Vito di Cadore. I campi-scuola proposti quest’anno ai ragazzi delle superiori sembravano riduttivi rispetto agli anni pre-Covid,
quando i campi erano fatti a Roma, Assisi, Nomadelfia, ecc, ecc.

L’invito fatto da don Davide e dagli animatori era molto chiaro e dava segnali che, se colti, lasciavano presupporre risultati stimolanti. E così è stato. E’ stato un “gioco nuovo” per tutti: per gli animatori che hanno speso parte del loro tempo estivo per preparare giochi e attività varie, che dovevano essere nuove e stimolanti, da proporre a ragazzi che avevano già vissuto altri campi-scuola a s. Vito, da ragazzini; per i ragazzi che forse non sapevano cosa aspettarsi: un posto solito, con tante incognite, non ultimo il fatto di non avere 12 – 13 anni, ma 15 – 16.

Il tema proposto è stato: “Tu, chi stai seguendo?”. “Seguire Cristo vuol dire lasciare qualcosa, vuol dire accettare di guardare avanti. Seguire il Cristo è il rischio di un’avventura meravigliosa”.

Abbiamo corso tutti il rischio di affrontare un’incognita che si è trasformata, grazie a tutti, in un’avventura meravigliosa. Dalla nostra parte abbiamo avuto la “location”: San Vito di Cadore, una casa bella e comoda, in un posto splendido con vista sulle Dolomiti: il Pelmo, l’Antelao, le Tofane. E anche se a turno, ciascuna di queste magnifiche cime aveva un cappello di nuvole, il tempo è stato clemente e ci ha permesso di fare tutte le attività. Due le belle escursioni: una in particolare più intensa, con partenza da Passo Giau, forcella Ambrizzola, Croda da Lago, con il rifugio Palmieri e relativo laghetto, che ci ha regalato vedute mozzafiato e la possibilità di toccare il cielo mentre don Davide celebrava la s. Messa. Tanti i giochi, di giorno ma anche di sera, aiutati dalle torce, e poi una suggestiva “veglia alle stelle” attorno al fuoco del falò preparato dai ragazzi scout. Uno dei punti di forza di questo campo-scuola, a mio parere, è rappresentato dalle “testimonianze” che don Davide
ha proposto e a cui sono seguiti momenti di riflessione e relativa condivisione. Posso dire, senza ombra di dubbio, che in questa settimana sono stati gettati tanti semi; adesso sta a noi e ai ragazzi, con l’aiuto del Signore, farli crescere e lasciarci trasformare.

Sandra & C.

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Le mille forme della generosità sono come le tessere di un mosaico. Tanti pezzi lo compongono, ognuno ha una sua caratteristica per rendere il quadro sempre più attraente. Si può sintetizzare così la molteplicità degli avvenimenti e delle dimostrazioni di generosità che hanno riguardato nelle ultime settimana Casa San Raffaele, la struttura di prima accoglienza per migranti di Mira Porte.

«L’azione dello Spirito si legge e si sente e costruisce un mosaico che piano piano prende forma», esordisce il referente della Casa, Alberto Albertini. La prima tessera sembra poco attinente, e invece: «Anche quest’anno, forse l’ultimo, sono stato invitato a partecipare agli Esami di Stato al liceo Galileo Galilei di Dolo, con la mansione di presidente; confesso che dopo la lunga esperienza con gli immigrati, quando mi trovo con i colleghi faccio un po’ fatica, mi sento come se provenissi da un altro pianeta. Ma ecco cos’è accaduto: una delle ragazze che ha sostenuto l’esame mi ha chiesto di poter frequentare la Casa San Raffaele per poter insegnare ai ragazzi l’italiano.

Abbiamo subito colto l’opportunità, tanto che la giovane si è già ambientata con il gruppo di maestre che si trovano ogni giovedì pomeriggio». Gruppo – ricorda Albertini – nato attorno a Giulia, la mamma di Henry, ragazzo scomparso un paio di anni fa. «Desidero citare poi quegli scout che sono passati da noi per fare servizio e le due scolte con le quali siamo andati in pellegrinaggio notturno fino al santo, nella notte di Sant’Antonio». Tra le iniziative portate avanti, anche la realizzazione di un orto nel retro della Casa grazie all’aiuto di Ludmilla, signora moldava che frequenta la struttura per aiutare i ragazzi nel fare le pulizie e nel preparare i cibi, che ha coinvolto nell’attività anche Ibraim (e non solo). «Abbiamo poi ricevuto 22 rappresentanze di associazioni ed enti nel territorio che si occupano di accoglienza, immigrazione e stranieri», continua Albertini, soffermandosi sull’“operazione frigoriferi”, da tempo poco manutenzionati e un po’ rumorosi soprattutto nelle ore notturne, tanto da decidere di spegnerli per non disturbare i vicini. Il resto l’ha consentito la Provvidenza: «I ragazzi che hanno celebrato la Cresima nella parrocchia di San Nicolò di Mira hanno raccolto una cifra considerevole, che ci hanno consegnato come contributo per comprare i frigoriferi nuovi (vedi foto). Anche i proventi del libro “COstretti a VIverci Dentro”, raccolta di pensieri scritti da autori vari durante il lockdown e collazionati da mia sorella Cristiana, sono stati consegnati alla Casa per la stessa causa». Ma le belle notizie non si fermano qui: se da un lato sono state donate alcune sedie nuove da esterno e un piccolo condizionatore da utilizzare per la dispensa, dall’altro è stato trovato lavoro – seppur precario – a quattro ospiti. Senza dimenticare che il supermercato “IperLando” di Padova «continua a fornirci di cibo in scadenza, ma buonissimo: questo ci permette di aiutare anche famiglie esterne alla Casa. “Non ci manca nulla, vogliamo solo sentire il vostro affetto”, così mi ha detto un ragazzo somalo. E questo è di certo l’aspetto più bello del mosaico che si compone di tanti doni che alleviano la fatica e l’impegno». (tratto da GVonline del 30/7/21 – foto di Matteo Morabito)

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PREAPARAZIONE CAMPI SCUOLA

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La fine di agosto ha in calendario i campi-scuola per i giovani delle superiori che, anche quest’anno, si svolgono nella stupenda cornice delle montagne di s. Vito di Cadore.

E’ un’esperienza importante e bella nel cammino di formazione, che va preparata con cura per dosare i momenti di riflessione e di preghiera con quelli del gioco, delle camminate, dell’amicizia. Per questo lo staff degli animatori si sta trovando in queste serate per predisporre al meglio ogni momento di questa settimana speciale.

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CAMPO MOBILE SCOUT

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Gli scout più grandi, il noviziato e il clan, che uniscono il Mira1 e il Mira2, questa settimana fanno l’esperienza del campo-mobile: un pezzo di strada ogni giorno sulla “Via degli dei”, da Bologna a Prato.

E’ un’esperienza significativa che inizia al mattino con un momento di preghiera che dà il tono alla giornata, poi, durante il cammino c’è modo di riflettere su una parola che è stata donata per poter incontrare il Signore. Alla sera si raccolgono i pensieri e la fatica che diventano Eucaristia. Si scopre così che il Signore cammina sempre con noi.

Per aiutare i ragazzi in questo percorso c’è anche la presenza di don Davide, anche lui con lo zaino in spalla e gli scarponi ai piedi, per condividere la strada con i ragazzi. A tutti auguriamo una “buona strada”.

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Un libro da leggere!! Perché? Perché troppo spesso la fede cristiana viene vissuta come un elenco di proibizioni oppure come una lista di precetti da seguire. Niente di tutto ciò, sostiene Adrien Candiard.

Facendo eco a Paul Claudel – «per fortuna Gesù ci ha liberato dalla morale!» –, queste pagine ci conducono nel cuore del cristianesimo: il primato della grazia e della coscienza rispetto alla legge.

L’autore ci conduce sul crinale arduo ma affascinante della libertà così come ce la presenta l’apostolo Paolo. Candiard è profondamente convinto di un fatto: «I conti del farmacista non hanno molto a che vedere con un grande amore». Per questo, che si tratti di sesso o di lavoro, di rapporto col denaro o col potere, «il vangelo è sempre una liberazione». Leggere questo libro, tanto breve quanto esplosivo, ne è una potente conferma.

Link del libro

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“Insegnaci a contare i nostri giorni e giungeremo alla sapienza del cuore”: L’invocazione del Salmo 90 è la migliore introduzione a queste nitide pagine di Romano Guardini. Autentico gioiello di sapienza cristiana, esse aiutano a chiarificare un’esperienza attraversata da tutti e disegnano la parabola di una vita riuscita, dove ogni fase ha senso e valore insostituibili, sue crisi di crescita, equilibri e dinamismi peculiari. Guardini pubblica “Le età della vita” agli inizi degli anni Cinquanta e si rivolge quindi a un secolo che sta uscendo dalla stagione dei totalitarismi, tutti concordi nel celebrare il culto acritico della ‘giovinezza’, e sta inquadrando i suoi teenagers nel sistema dei consumi. Ma le sue riflessioni si adattano con straordinaria lucidità anche al nostro tempo, nel quale le differenti ‘età della vita’ sono cancellate a beneficio di un artificioso ‘vivere senza età’. Una sorta di bengodi dell’inesperienza si configura come la fissazione postmoderna, che non solo preclude alla saggezza della vecchiaia, ma impedisce di essere davvero giovani e davvero adulti in un mondo inchiodato su se stesso. Ogni età, ci ricorda Guardini, ha la sua bellezza singolare, che va colta e realizzata: è il segreto di una vita eticamente compiuta, affrancata dall’ansia per il tempo che scorre.

Link del libro

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Il Patriarca in San Marco per i 1600 anni di Venezia: «La città torni a essere abitata, accogliente, ordinata, a misura d’uomo»

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PASQUA 2021

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