GREST 2020 SPECIAL EDITION – BACHECA

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Un libro da leggere!! Perché? Perché troppo spesso la fede cristiana viene vissuta come un elenco di proibizioni oppure come una lista di precetti da seguire. Niente di tutto ciò, sostiene Adrien Candiard.

Facendo eco a Paul Claudel – «per fortuna Gesù ci ha liberato dalla morale!» –, queste pagine ci conducono nel cuore del cristianesimo: il primato della grazia e della coscienza rispetto alla legge.

L’autore ci conduce sul crinale arduo ma affascinante della libertà così come ce la presenta l’apostolo Paolo. Candiard è profondamente convinto di un fatto: «I conti del farmacista non hanno molto a che vedere con un grande amore». Per questo, che si tratti di sesso o di lavoro, di rapporto col denaro o col potere, «il vangelo è sempre una liberazione». Leggere questo libro, tanto breve quanto esplosivo, ne è una potente conferma.

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“Insegnaci a contare i nostri giorni e giungeremo alla sapienza del cuore”: L’invocazione del Salmo 90 è la migliore introduzione a queste nitide pagine di Romano Guardini. Autentico gioiello di sapienza cristiana, esse aiutano a chiarificare un’esperienza attraversata da tutti e disegnano la parabola di una vita riuscita, dove ogni fase ha senso e valore insostituibili, sue crisi di crescita, equilibri e dinamismi peculiari. Guardini pubblica “Le età della vita” agli inizi degli anni Cinquanta e si rivolge quindi a un secolo che sta uscendo dalla stagione dei totalitarismi, tutti concordi nel celebrare il culto acritico della ‘giovinezza’, e sta inquadrando i suoi teenagers nel sistema dei consumi. Ma le sue riflessioni si adattano con straordinaria lucidità anche al nostro tempo, nel quale le differenti ‘età della vita’ sono cancellate a beneficio di un artificioso ‘vivere senza età’. Una sorta di bengodi dell’inesperienza si configura come la fissazione postmoderna, che non solo preclude alla saggezza della vecchiaia, ma impedisce di essere davvero giovani e davvero adulti in un mondo inchiodato su se stesso. Ogni età, ci ricorda Guardini, ha la sua bellezza singolare, che va colta e realizzata: è il segreto di una vita eticamente compiuta, affrancata dall’ansia per il tempo che scorre.

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Il Patriarca in San Marco per i 1600 anni di Venezia: «La città torni a essere abitata, accogliente, ordinata, a misura d’uomo»

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PASQUA 2021

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PREPARIAMO L’ULIVO

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Domenica 28 marzo è la Domenica delle Palme, inizio della Settimana Santa. Quest’anno potremo celebrarla anche con la benedizione degli ulivi, anche se non sarà possibile fare la processione.

Vorremmo chiedere la disponibilità al piccolo “esercito” che di solito si rende disponibile a preparare l’ulivo per le s. Messe della Domenica delle Palme e per poterlo recapitare a tutte le famiglie; per questo chiediamo anche agli addetti alla distribuzione di rinnovare la loro disponibilità o di coinvolgere altre persone per questo prezioso servizio con il quale la parrocchia si rende presente in tutte le famiglie. Pensiamo di iniziare a preparare gli ulivi a partire da Lunedì 22 marzo.

Chi di solito ci donava l’ulivo può portarlo in questa giornata, anzi, sarebbe ancora più utile se qualcuno preparasse già a casa dei rami di 40/50 centimetri circa. Questo potrebbe accelerare il lavoro di preparazione. Chi avesse questa disponibilità ce lo faccia sapere che provvederemo a ritirare le fascine di ulivo che ci servono. Ringraziamo fin d’ora della disponibilità di ciascuno. Da Giovedì 25 marzo si può iniziare la distribuzione, senza contatti con le persone, mettendo la busta con l’ulivo benedetto nella cassetta della posta di ogni famiglia.

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LA TESTIMONIANZA DI MARCO

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Condividiamo con la comunità la bella testimonianza di Marco, un giovane della nostro gruppo scout che ha compiuto un passo importante.

Sono Marco, ho 21 anni e studio Economia a Venezia. Fin dai tempi dei lupetti faccio parte del nostro gruppo scout e sabato 6 febbraio ho vissuto il rito della “Partenza”, momento che segna la conclusione di un tratto del cammino di crescita nel mondo scout e, allo stesso tempo, apre ad un nuovo inizio.

Vedo la partenza come tappa fondamentale nel percorso della propria strada, una scelta che sicuramente per me non è stata facile ma che sono felice di aver compiuto.

Il percorso per arrivare a questa scelta è stato molto lungo, camminavo per questo ormai da 13 anni, all’inizio inconsapevolmente, poi, soprattutto negli ultimi mesi, con sempre più coscienza.

I principi e valori con cui sono cresciuto, anche grazie allo Scoutismo, sono fede, servizio, scelta politica, comunità e credo siano i pilastri fondamentali su cui costruire la propria vita.

Sento ormai che è giunto il momento di “uscire” dal gruppo che mi ha accompagnato fin qui e di iniziare a camminare con le mie gambe, con le mie forze, imparando, condividendo e vivendo io in prima persona nuove esperienze. La scelta non è stata immediata, mi trovavo molto bene nel gruppo in cui ero (nel quale ho trascorso un bel po’ di tempo), e proprio grazie a loro ho potuto fare delle esperienze che mi hanno fatto capire il punto del cammino in cui sono e che è giusto per me “partire”.

Ho deciso quindi di continuare il mio percorso all’interno del mondo Scout, all’interno della comunità capi per donare e poter condividere con le nuove generazioni ciò che io ho ricevuto.

Auguro a chi compirà questo passo che questo possa essere il momento per riflettere e darsi degli obiettivi, cercare di raggiungere quelli già prefissati così da crescere ed essere realmente ciò che volete.

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QUARESIMA 2021

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ORARI PER LE CENERI (17/2/2021)

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Un libro meraviglioso, da leggere tutto d’un fiato e anche una pagina al giorno per un anno. Lo consigliamo anche in vista del cammino di Quaresima che stiamo per iniziare. Un libro per gente coraggiosa nel quale don Fabio Rosini propone un cammino personale (e perciò universale) di guarigione della vita interiore e affettiva. La guida è una donna malata di duemila anni fa, l’emorroissa, che si incontra nel capitolo quinto del Vangelo di Marco, e della quale si analizza il processo di guarigione paradigmatico e simbolico. Un viaggio suddiviso in tre tappe – diagnosi, guarigione e vita sana duratura – in cui si procede sulla base di domande utili, da farsi al cospetto di Chi ci vuole bene, per lasciare che Lui doni pian piano le risposte.

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L’ambiente dell’ospedale, come pochi altri luoghi, mette a nudo la natura umana dell’uomo posto di fronte alla realtà del dolore e al mistero della vita e della morte. Corpi e anime descrive con toni di estremo realismo, attraverso l’intrecciarsi di storie diverse – dalla crescita spirituale del protagonista Michel alla dolcezza fragile di Éveline, dalla crisi di Doutreval per la perdita della figlia Marie ai drammi dei malati che negano la morte fino all’ultimo – la vita della facoltà di Medicina di Angers.

Qui il succedersi frenetico dei fatti, l’impatto con una realtà che grida il bisogno dell’uomo, svelano tutta la meschinità, l’ambiguità, la ribellione, la ricerca del potere che spesso guida il cammino degli uomini. L’analisi apparentemente impietosa dell’autore non si arresta però allo scandalo del male, ma si trasforma in accorata invocazione, in domanda gridata perché il destino dell’uomo, la risposta al suo bisogno, si manifesti.

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SANTO NATALE 2020: CELEBRAZIONI

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VIGILIA DI NATALE
Giovedì 24 dicembre è la Vigilia del Natale che, quest’anno a causa delle restrizioni imposta dal Corona virus, viene celebrato in maniera diversa dal solito. Invitiamo allora a tener presenti le indicazioni che vengono fornite per le nostre due parrocchie.

A san Marco: nella mattinata, dalle ore 9.00 alle 12.00 ci sarà un sacerdote a disposizione per le Confessioni. Alle ore 18.00 viene celebrata la Messa della Vigilia del Natale.

A san Nicolò: dalle ore 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 17.30 i sacerdoti sono disponibili per le Confessioni. Alle ore 18.00 viene celebrata la Messa della Vigilia di Natale.
Alle ore 20.00: la Messa di Natale “nella notte”. Raccomandiamo a tutti di osservare il distanziamento, l’igienizzazione delle mani, l’uso della mascherina e di evitare qualsiasi assembramento.

NATALE DEL SIGNORE
Celebriamo con gioia la Nascita di Gesù il Salvatore, tenendo conto di evitare inutili assembramenti, ma di distribuirsi nelle diverse s. Messe che vengono celebrate.

A san Marco: aggiungiamo una s. Messa nella mattinata, per cui le celebrazioni avranno questo orario: alle ore 9.00 e 10.45.

A san Nicolò: le s. Messe vengono proposte secondo l’orario festivo: ore 8.00 (la Messa dell’Aurora) – 9.30 (per le famiglie con bambini) – ore 11.00 e 18.30. L’unione delle nostre due parrocchie può facilitare la partecipazione all’Eucaristia nelle nostre chiese.

SANTO STEFANO
Il giorno dopo il Natale la Chiesa celebra la festa del suo primo martire: santo Stefano. Non è festa di precetto, ma prolunga la gioia del Natale. Per questo celebriamo l’Eucaristia secondo un orario ridotto (alle ore 10.30 a san Nicolò e alle ore 10.45 a san Marco) per permettere a chi lo desidera di unirsi alla preghiera della comunità che festeggia con gioia la testimonianza cristiana del suo primo martire. Quest’anno è sabato per cui la celebrazione prefestiva della Domenica avviene secondo l’orario consueto: a san Marco alle ore 17.30 e a san Nicolò alle ore 18.30.

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Nel cammino verso il Natale la Chiesa ci fa celebrare la festa dell’Immacolata Concezione di Maria, scelta per diventare una “degna dimora” per il Figlio di Dio e per questo preservata dal peccato. Martedì 8 dicembre celebreremo insieme questa festa bella, partecipando all’Eucaristia che viene celebrata con un orario leggermente diverso dalle domeniche.

  • A san Nicolò: ore 8.00 – 10.30 – 18.30
  • A san Marco: ore 10.45 (con la celebrazione del Sacramento della Cresima).

Il giorno precedente, il 7 dicembre, c’è come di consueto la celebrazione dell’Eucaristia prefestiva: alle ore 17.30 a s. Marco e alle ore 18.30 a s. Nicolò.

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DOMENICA DELLA CARITA’

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La prossima domenica, la terza dell’Avvento, è dedicata alla carità, con la raccolta di generi alimentari non deperibili da consegnare al Centro s. Martino perché li distribuisca alle famiglie che si trovano in difficoltà e ai poveri che bussano alla nostra porta.

Dobbiamo però fare un po’ d’attenzione: da quando è stato costituito il Centro s. Martino non vengono più distribuite delle “borse con generi alimentari, ma è stato allestito un “emporio”, dove i poveri possono “fare la spesa”, muniti di una tessera a punti. Per questo è necessario rifornire gli scaffali dell’emporio, ogni mese, con i prodotti che necessitano, man mano che gli scaffali si svuotano. Ecco qual è l’attenzione che chiediamo a tutti in questa domenica della carità: portare i prodotti che vengono richiesti in questo mese e cioè:

  • OLIO DI OLIVA DA 1 LITRO
  • TONNO IN SCATOLA DA 80 GRAMMI
  • RISO (CONFEZIONI DA 1 KG.)
  • LATTE A LUNGA CONSERVAZIONE
  • DETERSIVO PER I PIATTI ( DA 1 LITRO)

Con quanto ciascuno ha deciso di donare ai poveri acquistate solo questi prodotti. Non abbiamo necessità di altri prodotti (pasta – scatolame – caffè – zucchero – dolci ecc. ecc.) per questo mese in quanto ci vengono forniti dal Banco Alimentare di Verona. Questa limitazione nell’acquisto dei prodotti per il Centro s. Martino ci permetterà di ripetere questa raccolta ogni mese, indicando i prodotti che mancano dagli scaffali dell’Emporio solidale. Chi desidera partecipare a questa raccolta può ritirare la “borsa” in fondo alla chiesa e riportarla domenica 13 dicembre durante le s. Messe.

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Londra, 5 novembre 1605. Un atto terroristico senza precedenti raggela l’intera nazione e devasta la vita del giovane Jack Digby. La sua famiglia distrutta, le sue speranze infrante, il ragazzo si ritrova in un mondo spietato fatto di intrighi, minacce e tradimenti, nel quale, per diventare un uomo, dovrà innanzitutto ritrovare se stesso. Frequentando bettole e teatri, popolani e aristocratici, scoprirà che la verità non è facile né indolore; che i teatranti – tra i quali spicca l’enigmatico William Shakspere – potrebbero non essere semplici intrattenitori; che talvolta nulla è come sembra. L’intreccio si snoda tra sordidi vicoli cittadini e signorili dimore di campagna, sontuosi palazzi e antichi sotterranei; tra enigmi del passato, manoscritti segreti, amicizie, amori, rivelazioni inaspettate, mentre il patibolo è una minaccia che incombe dietro ogni angolo. Sullo sfondo scorre placido il Tamigi con i suoi colori, suoni e odori, in una suggestiva rievocazione storica per una lettura a fiato sospeso.

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BENVENUTO DON DAVIDE

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E’ compito mio, e lo faccio volentieri, dare il benvenuto a don Davide, a nome della nostra comunità cristiana di Mira (s. Nicolò e s. Marco). Ti garantisco che troverai una comunità piena di difetti e di manchevolezze, ma che fin d’ora ti vuole bene. La nostra comunità vuole bene ai suoi preti, perché li ritiene un dono prezioso del Signore e, di questi tempi, lo è ancora di più. La tua giovinezza e il tuo sorriso sono una garanzia. Hai seguito il Signore, con una scelta libera e responsabile, noi ci aspettiamo da te una testimonianza bella che seguire il Signore è una grande gioia. Vorremmo sentirlo dalle tue parole e vederlo dalla semplicità della tua vita. Ti perdoniamo fin d’ora le tue manchevolezze, ma non farci mancare la gioia dell’annuncio che Gesù è il Signore della nostra vita, che il Vangelo è la strada sicura da percorrere, che l’Eucaristia è il dono più prezioso che il Signore ci ha donato come “pegno del suo Amore e che egli stesso ha posto nelle nostre povere mani”, che il perdono è la grazia che ci “rimette in piedi” per continuare a camminare sulla strada che Gesù ci ha indicato. Benvenuto, allora, in mezzo a noi e buon lavoro. Ti daremo una mano. Non aver paura di chiedercela.

(don Gino)

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SALUTO DI DON MAURO

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Carissimi amici di Mira,
insieme con quanto detto nelle Sante Messe di saluto di questi giorni desidero ancora rivolgervi un grande grazie. Il primo è al Signore che essendo provvidente mi ha custodito tramite la presenza di don Gino che mi ha accompagnato con pazienza e sapienza in questi anni, i primi del mio sacerdozio, dal profondo del cuore lo ringrazio per tutto quello che ha fatto per me; ringrazio i collaboratori delle parrocchie, dai catechisti, sempre presenti e disponibili agli animatori che esorto a una misura alta di vita cristiana senza accontentarsi di “fare” senza cercare quotidianamente il Signore, ringrazio poi chi, in tanti modi, ha trafficato i suoi talenti per il bene del prossimo e ringrazio gli scout che mi hanno fatto gustare uno stile di servizio che mi ha fatto maturare molto.

Saluto e abbraccio le famiglie che ho incontrato in tante circostanze, positive e avverse, per tutte invoco il dono di una fede abbondante e concreta, la stessa fede che ho tentato di far gustare ai giovani, croce e delizia di questi anni; mi scorrono davanti tanti volti, molti di ragazzi e ragazze che
tuttora vivono la vita delle nostre comunità e ahimè anche dei tanti (troppi) che se ne sono allontanati, ho pregato il Signore per ciascuno di voi, perché possiate incontrarlo e appassionarvi a Lui un giorno e magari prendere coraggio a rimettervi in gioco con don Davide! Grazie ai bambini per la loro semplicità e simpatia che ha riempito tante giornate. Come motto per il mio sacerdozio nel 2012 scelsi un versetto della preghiera di Gesù nell’ultima cena, che così recita: “Padre, che conoscano te, unico vero Dio e colui che hai mandato Gesù Cristo”. Gesù è meraviglioso. Questo è il tesoro che ho inteso comunicarvi in questi anni e che sarà sempre il compito della comunità cristiana, far conoscere il Signore e farlo incontrare. A tutti, adulti e giovani, la raccomandazione di non dare mai per scontato tutto ciò!!!

Infine, dato che non sono un uomo perfetto, vi chiedo perdono per le mie mancanze che non sono certo mancate e lo faccio prendendo a prestito un brano dei Promessi Sposi la cap. XXXVI: “Per me, che senza alcun merito, sono stato scelto all’alto privilegio di servir Cristo in voi; io vi chiedo umilmente perdono se non abbiamo degnamente adempito un sì gran ministero. Se la pigrizia, se l’indocilità della carne ci ha resi meno attenti alle vostre necessità, men pronti alle vostre chiamate; se un’ingiusta impazienza, se un colpevol tedio ci ha fatti qualche volta comparirvi davanti con un volto annoiato e severo; se qualche volta il miserabile pensiero che voi aveste bisogno di noi, ci ha portati a non trattarvi con tutta quell’umiltà che si conveniva, se la nostra fragilità ci ha fatti trascorrere a qualche azione che vi sia stata di scandolo; perdonateci! Così Dio rimetta a voi ogni vostro debito, e vi benedica.”.

Dal profondo del mio cuore invoco ancora una volta la benedizione su tutti voi, grazie, davvero grazie a tutti!!! Pregate per me perché sia un buon prete!!!

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«Credevo di credere, ma in realtà non credevo. Credevo di amare, ma in realtà non sapevo cosa fosse l’amore. Credevo di vivere ma in realtà stavo solo consumando i miei giorni…».
Spesso ci illudiamo di credere, di amare, di vivere. Come recuperare la verità della nostra vita? Da dove partire per diventare autenticamente noi stessi? Questo libro si propone di guidare ad un rapporto più maturo con Dio, per un cammino di guarigione e di riconciliazione con la propria storia.

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S.Maria Bertila Boscardin
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Nei giorni scorsi è arrivata suor Egidia, in sostituzione di suo Patrizia e di suor Claudina. Le diamo il nostro benvenuto affettuoso e ringraziamo la Congregazione delle Suore Dorotee dei Sacri Cuori che, nonostante la scarsità di forze che stanno vivendo in questo momento, non si è dimenticata della nostra parrocchia e della scuola s. Pio X°.

Suor Egidia ha già dato la sua piena disponibilità a impegnarsi in un servizio, presso la scuola, che è semplice, ma prezioso. Certamente le chiederemo anche una disponibilità per la catechesi dei ragazzi e per la vicinanza agli anziani infermi o ammalati (in foto Santa Bertilla entrata nella Congregazione l’8 aprile 1905).