LETTERA DI BERLICCHE 4

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Mio caro Malacoda,

Mi chiedi consigli su come gestire la situazione del tuo paziente, e devo dire che anche per me è nuova questa situazione che abbiamo causato… che bel disastro!!

Mi pare giusta la tua intenzione di giocare sulla litigiosità e sulla rabbia, ogni cosa può essere fonte di nervosismo e di lamento…oh quanto è importante per noi il lamento!!! Tutto deve diventare occasione per pensare alle cose che non vanno e a quello che dovrebbero fare gli altri.

Su questo punto spendo qualche riga in più. Per rovinare la situazione presente è fondamentale preparare il futuro da subito… guai a voi se non allontanate dai loro cuori ogni desiderio di conversione. Qualcuno sta pensando, anche tra i più giovani, che forse qualcosa che si faceva prima non è poi così fondamentale!!! Ah orrore degli orrori… ma ti rendi conto di quale rischio dobbiamo arginare?

Il pensiero a cui inchiodare gli uomini ora deve essere una acuta nostalgia di quello che facevano prima… senza il minimo senso critico. Ma ti sei accorto del meraviglioso controsenso che molti di loro stanno vivendo? Prima di questa crisi si lamentavano sempre, e cito da un rapporto tuo del dicembre scorso: “sono sempre di corsa, non ho mai un momento per fermarmi”; “che vita facciamo… sempre a girare come trottole, mai un po’ di tempo per la famiglia”; “non ce la faccio più con questi ritmi…”. Erano parole del tuo paziente, ora tu devi semplicemente tenere nascoste queste recriminazioni e fare in modo che il tuo paziente e le persone attorno a lui siano proiettate solo a riprendere la loro vita. Malacoda sarò esplicito: tutto deve tornare come prima!!! Noi li vogliamo affannati e affrettati.

Non possiamo permettere che si insinui negli uomini e tanto meno nel tuo paziente il proposito di cambiare qualcosa! Dovrai fare in modo che ogni proposito sia immediatamente colpito da persone talmente concentrate su se stesse e sui loro interessi e tornaconti che liquideranno le parole del tuo paziente  come “robe da filosofi o da moralisti”, oppure, ancora meglio “come robe da sognatori”, o ancora “cose che dici perché i soldi non ti mancano”… è essenziale che ogni intenzione di cambiare trovi reazioni forti e sarcastiche che tengano il tuo paziente nell’inganno delle distrazioni di massa… perché ricorda che il trucco nostro è questo: far credere loro che le cose belle ma secondarie sono davvero le prime in ordine di importanza e con questo abbiamo devastato vite, famiglie e generazioni intere, perché non hanno portato a un bene profondo e hanno invece innescato circuiti meravigliosamente perversi e soprattutto generatori di dipendenza. Che bello!!!

Ma torniamo a noi, oltre a non far venire propositi di conversione al tuo paziente devi tentare di stimolargli il pensiero antico, ma sempre nuovo, che sono gli altri che si devono convertire e non lui, che è il governo che deve provvedere, che sono altri che devono fare le cose, che lui è fin troppo bravo e santo!!! Anche qui più terrai i propositi di cambiamento ad alto livello meglio sarà per tutti, il manuale di “banalità umane” torna utile in questi casi: un po’ di arcobaleni e i discorsi sull’amore (da noi inteso come tutto e il contrario di tutto)… un po’ di pace nel mondo (ma non con i suoi vicini di casa mi raccomando, o con il fratello con cui non parla più da anni per via di quell’eredità), un po’ di immagini sentimentaloidi ovviamente senza alcuna riflessione dietro, aiuteranno il tuo paziente a non concentrarsi sulla sua vita e tu potrai convincerlo che la sua agenda straripante di impegni è intoccabile (che non gli venga in mente di stare di più in famiglia), che i suoi vizi in fondo non fanno male a nessuno (trattare da cani i suoi colleghi di lavoro e fare avance da quindicenne a quella nuova collega è utile che continui…), che non venga minimamente messo in discussione l’agonismo estenuante dei figli (le cose belle ma non primarie della vita devono essere al primo posto), riempi la sua agenda di cose piacevoli ed emozionali e toglierai loro il tempo per il Nemico, lo possiamo battere solo così… con la distrazione (letteralmente vuol dire togliere via) e fino ad ora ci siamo riusciti… vedi di continuare in questo senso.

Tuo affezionatissimo zio

Berlicche